Più ci si allontana dagli avvenimenti del passato e più si rischia di smarrirne il senso e la portata.
Ma quando nella storia avvengono atrocità accompagnate da resurrezioni dell'uomo ,che cambiano il corso dell'umanità ,i fatti assumono una valenza tale da diventare snodo cruciale nel nostro vissuto individuale e collettivo,non possiamo permetterci di non coltivarne, con volontà e determinazione, il ricordo .
È sempre più difficile parlare di resistenza, liberazione, in generale di libertà, in quest'epoca di revisionismo, negazionismo, cancellazione della memoria ,deformazione della storia ad uso e consumo di chi la storia vorrebbe riscriverla o cambiarla.
È compito arduo , ed è una bestemmia doverlo ammettere,ma è così,conservare la preziosa eredità in termini politici sociali umani e spirituali di chi è morto a vent'anni per un' Italia libera ,per una vita degna di essere vissuta con dignità , sta diventando ogni anno più difficile ma ogni anno siamo ancora qui per ricordare una resistenza spezzata alla faccia di chi vorrebbe calpestarla.
La resistenza la liberazione di questo paese è un passaggio che ha cambiato il corso della nostra storia, non solo dal punto di vista politico istituzionale ,ma nelle coscienze di tante persone che da sudditi, divennero cittadini, e dopo secoli compresero di avere diritti sanciti da una carta costituzionale , non solo doveri imposti da un regime che portò allo sfascio l'Italia.
Fu il riscatto di un popolo , per ventitré anni piegato dalla dittatura ,dalla ferocia nazi fascista ,indirizzandolo verso un percorso di pace e democrazia ,seppur mai compiuta anzi per dirla tutta incompiuta. Ormai è storicamente provato siamo sempre stati un paese a sovranità molto limitata.
Fa abbastanza vomitare , oggi , constatare dopo cento anni l'essere tornati praticamente da capo .
I fascisti , seppur con abiti ripuliti ma stessa ideologia violenta e totalitaria , sono ancora qui, e non solo qui ,una destra autoritaria e populista , torna a mettere radici solide in Europa e in tanti paesi del mondo, facendolo sempre più assomigliare alla metà degli anni trenta.
Ignazio La Russa ricopre la seconda carica dello Stato, eppure fu allievo brillante e successore designato di Giorgio Almirante ,capo Gabinetto del ministero della cultura popolare della pseudo Repubblica di Salò, ,tra i principali redattori de "La difesa della Razza",fondatore del Movimento Sociale Italiano, partito ,in tutto e per tutto, erede del fascismo ,Movimento anticostituzionale , creato da un equivoco nella storia recente d'Italia, che aveva bisogno, data la particolare situazione nel'45 di farsi primo garante dell'equilibrio tra i due blocchi .
La tensione a guerra non finita, e immediatamente nel primo dopoguerra, per necessità, e obbligo di garantire i rapporti internazionali quanto mai problematici in Italia , favoriscono un gioco di pesi e misure contraddittorie ,la caduta ,e la pressoché immediata legittimazione del Movimento Sociale sanciscono il ritorno, già nel 1946,di una destra oltranzista , appoggiata allora,e dopo allora ,sempre ,dalla CIA,creando troppe pericolose somiglianze tra questo paese e le dittature del sud America figlie del piano Condor voluto dagli USA .
La nascita del MSI non fu un errore dei padri costituenti che ben sapevano, ciò che stava avvenendo, ma furono costretti a pagare il primo pesante pegno al piano Marshall ,agli aiuti arrivati da oltre oceano insieme al controllo "indiretto " della penisola ,così strategica in tempi già di guerra fredda ,con una sinistra che perse per un niente , e tra polemiche le elezioni, rendevano la posizione italiana quanto mai precaria ed instabile, fedele per necessità agli USA ma con una sinistra troppo forte come consenso elettorale e considerata inaffidabile.
Il paese visse in un equivoco costantemente, mai volutamente chiarito ,la sua rinascita post mussoliniana.
Le lotte ed i sacrifici che ispirarono i valori racchiusi nella nostra Costituzione, , significano, in questi giorni soprattutto, mantenere saldo il pilastro su cui si fonda la Repubblica , la nostra convivenza. la condivisione dei principi fondamentali.
Le conquiste non sono per sempre ,in questi anni più che mai stiamo vedendo fraintendimenti voluti ,pericolosi che devono spingere a difendere ,custodire con massima cura ,con attenzione, la democrazia, la pace, proprio quando , i diritti che sembravano acquisiti tornano a rivelarsi preziosissimi quanto fragili, da proteggere
giorno dopo giorno, in un'epoca di memoria molto corta, di ignoranza sempre più diffusa, di identità sradicata,
man mano che si affievolisce la voce dei testimoni diretti, e si fanno più diradate le occasioni di racconto orale degli eventi, lasciare tracce scritte diventa un dovere civico che mi chiedo quanto durerà,e soprattutto, guardandomi intorno,se durerà.
Un paese nato già a sovranità limitata ,figlio degli accordi precipitosi di Yalta, per intercessione ,certo non disinteressata ,degli Stati Uniti e Gran Bretagna vista la nostra linea di confine e la posizione strategica, il mito di una certa destra sopravvissuta alla sconfitta ,l'illusione di buona parte della sinistra che i due anni di resistenza dal 43 al 45 ,avessero in qualche modo contributo a passare tra i paesi "non sconfitti" , perpetuo' un equivoco destinato a lasciare una scia di errori politici , fraintendimenti sociali ,e soprattutto sangue durata, quasi ,fino ai giorni nostri .
Da un lato il mito della "Resistenza tradita"una particolare tipologia di comunisti del Pci da Pietro Secchia, capo dell’organizzazione del Pci , ad Arrigo Boldrini, il capitano ‘Bulow’ della lotta partigiana,
erano così ideologici da ritenere un abominio il ‘compromesso’ istituzionale e politico uscito dalla lotta di Liberazione .
Già dai primi anni dopo il 1945 grazie a politici di alto livello come De Gasperi per la Democrazia Cristiana ,
Togliatti per il Partito Comunista Italiano, Nenni per i socialisti ,Ferruccio Parri per il Partito D'Azione , si raggiunse un compromesso seppur con l'amaro in bocca, un accordo istituzionale si trovò con qualche forzatura e strozzatura ,perché non c'era altra via apparentemente percorribile per vie pseudo democratiche,si accettò un negoziato di compromesso dove tutti persero qualcosa, e alcuni non accettarono la negoziazione.
Il PCI accetta il libero gioco democratico, compresa la reggenza della Monarchia fino al referendum, non minaccia di fare ‘la rivoluzione’, la Dc non lo mette fuorilegge, ma non gli consente di governare, per i fascisti viene varata un’amnistia, firmata dall’allora guardasigilli Togliatti, segretario del Pci. considerata dalla base ,una vera e propria svendita delle ragioni dei partigiani socialcomunisti.
Nonostante le difficoltà e le ovvie differenze ideologiche fino agli anni Ottanta, almeno, il mito e il culto della Resistenza come lotta di Liberazione, dalla dittatura fascista e dal dominio nazista sull’Italia, accomunò tutti i partiti politici, tranne ovviamente il Movimento Sociale di Almirante Giorgio .
Malgrado le diversità ideologiche proprie del dibattito democratico sembrava che una memoria condivisa da
tutti gli italiani fosse nata...
L’arrivo della destra di FdI al potere, rimescola tutto, tornando a rimettere la resistenza e la liberazione in discussione ,vista come una battaglia di parte , non di tutto un popolo . Questa destra oltranzista trumpista non ha mai accettato la sconfitta del fascismo e se di facciata accetta la costituzione e i principi di liberalità ,nei salotti del fascismo integralista il busto di Mussolini non manca mai . Con che faccia rappresentano l'Italia democratica questi ignoranti incapaci e soprattutto con che credito ditemelo voi .
Si potrebbe dire in soldoni con grande sorpresa, ma soprattutto sgomento e brividi, per chi ha vissuto quei tragici momenti storici di questo paese ,che sia i partiti di governo e questo è ovvio ,e sarebbe illogico il contrario ,ma anche questa annacquata, relativamente recente ,sinistra radical chic , non ha mai mostrato grande amore o afflato per la lotta partigiana e per i fondamenti e gli ideali che furono pilastri della resistenza.
Questa nuova sinistra ormai " addomesticata " dagli intrallazzi di palazzo non sa più nemmeno dove stia la lotta di classe, e la sua rivendicazione della Resistenza è tutta e solo incentrata sul tema dei diritti civili, ma certo è che la Resistenza, la lotta di Liberazione, l’antifascismo e l’impianto della Costituzione, sembrano essere diventati patrimonio solo di una "parte"politica, quella della sinistra light, e non ha più nulla a che vedere con un movimento di unità nazionale trasversale ,propria di ciascun italiano come era fino a pochi anni fa.
Se fossi un sopravvissuto della resistenza, dall'orrore nazifascita ,mi sentirei sbigottito umiliato , davanti a questa armata Brancaleone, armata di follower smartphone ,soprattutto tanta ignoranza ,
mi chiederei che senso ha avuto quel che ho fatto, rischiare tutto per lasciare un regalo così prezioso, a dei cerebrolesi ,che invece di conservare gelosamente i principi di ogni civiltà democratica, stanno tornando a vecchie e nuove dittature, indietro tutta, ma molto velocemente.
Nel ricordo del mito della Resistenza ‘tradita’, negli anni Settanta, molti militanti dei gruppi dell’estrema sinistra ,
Lotta continua, Potere Operaio, Autonomia operaia, presero la via dell’insurrezione che, in larga parte, sfociò nel Partito Armato delle prime BR che durarono pochissimo, perché con l'arrivo di Moretti erano già state svendute alla CIA,(è provato che Moretti fu uomo della CIA), e ai servizi deviati ,ma almeno questo movimento tentò una lotta contro il neoliberismo fascista, che nasceva proprio in quegli anni, ci sarebbe stato , lottando ancora con determinazione, con gli altri movimenti della stessa matrice presenti a livello internazionale,un rallentamento del processo di ritorno delle innumerevoli dittature populiste e fasciste ,che vediamo oggi , America su tutti soprattutto , gli Stati Uniti di Forrestrump rappresentano la negazione dei principi democratici , esaltano la violenza razzista, calpestano ogni diritto e principio di libertà,facendo della guerra la nuova diplomazia basata sulla forza e su un progetto di supremazia che fa dell'Amerika l'erede in tutto e per tutti, della Germania Hitleriana.
Bel progresso per l'umanità e noi dovremmo seguire un paese Nazista negando il principio stesso della resistenza?
Ma assolutamente col kazzo.
I movimenti degli anni settanta tentarono prima pacificamente, poi meno ,ma era necessario , attraverso un processo di protesta radicale che accomunava studenti giovani operai intellettuali, tramite scioperi boicottaggi e sabotaggi delle multinazionali, di porre un freno allo strapotere economico di questi nuovi soggetti "politici",ma soprattutto lottarono contro la nascita di un potere imperialista,che attraverso le multinazionali, in larga parte statunitensi ,minava le fondamenta degli Stati stessi, svuotandoli delle loro prerogative e funzioni dall'interno limitandone ulteriormente le capacità operative e l'autonomia .
Questo processo pilotato in larga parte da Kissinger soprattutto, è storia accertata, fu innegabilmente, il decreto di morte democratica per paesi già a sovranità limitata, fu la fatale spallata verso un tentativo di reale democrazia e alla nostra già scarsa autonomia operativa trasformando il paese in un Cile europeo.
Socialmente e moralmente fu la più grande sconfitta psicologica sociale politica,dopo anni di contrasti seppur in un continuo progresso e un apparente dialogo fra le forze riformiste, che chiedevano sicurezza sul lavoro maggiori tutele, salari degni, welfare e uno Stato che finse di assecondare trattative e dialogo per meglio controllare il movimento, tagliandone poi la testa .
Fu l'inizio della fine del processo di rallentamento al neoliberismo di estrema destra di Reagan e Thatcher,la svolta che apri' un'autostrada a Musk e Forrestrump ,la fine del welfare, dei diritti sul lavoro ,della sicurezza,innescando la fase economica di folle capitalismo oligarchico tecnicista che vediamo oggi, l'inizio di una lunga dittatura ancora da abbattere .
Fu la Verdun che taglio' ogni legittimazione al movimento riformista, interrotto e corrotto dagli USA , attraverso i servizi statunitensi e italiani deviati per timore che questo paese potesse cadere "vittima " di una sinistra riformista, per questo si inventarono a tavolino , la strategia della tensione, facendoci vivere nella paura e in uno stato di guerra intrighi depistaggi e sangue per quarantacinque anni ..
Un giovane Sofri chiese a Togliatti "perché dopo la Resistenza non avete fatto la Rivoluzione?" –
Togliatti rispose ": Perché saremmo finiti come in Grecia, dove i colonnelli presero il potere, trucidarono gli avversari politici e instaurarono una dittatura. "
Visto , che di fatto , come rispose Togliatti , potevamo entrare in un'altra dittatura,non ufficiale ,ma altrettanto feroce nei fatti, guardandoci indietro e interpretando l'odierna situazione,tanto valeva battersi fino in fondo , persa una volta la libertà , si combatte per essere liberi, non per poi essere obbligati a consegnarci all'America ,rimanendo di fatto un paese ridotto allo status di colonia.
Valeva la pena, a questo punto , interpretando i fatti di oggi ,battersi fino in fondo per onorare i caduti della resistenza, che ad un certo punto di questa triste storia, si chiederanno dove sia la democrazia per cui sono morti .
L'unico epilogo credibile e sensato ,capace di creare una unità potitico istituzionale nello stato , superando le divisioni e i pregiudizi di parte, sulla resistenza prima ,e sulla liberazione poi ,sarebbe stato
il " compromesso storico " .
Una collaborazione progressista tra il più grande partito Comunista d'Europa , riformista, staccatosi da ogni influenza
dell' Unione sovietica, accettato nel grande alveo del socialismo europeo di Enrico Berlinguer, e la visione aperta della corrente democratico Cristiana di Aldo Moro, avrebbe posto le basi per una vera pace sociale, riunendo praticamente tutte le forze che parteciparono alla lotta di liberazione con la formazione di un governo di unità nazionale .
Questa apertura a sinistra ,nel 1978 in piena guerra fredda ,in un momento di grandi tensioni internazionali, non poteva essere accettata,tanto per cambiare dagli USA di Henry Kissinger ne dall'ala più fedele agli Stati Uniti della DC di Giulio Andreotti , per motivi di cosiddetta sicurezza nazionale , parte della DC , i servizi segreti deviati, e la CIA condannarono a morte Aldo Moro la cui esecuzione non fu mai compiuta dalle BR , operazione militare impossibile da sostenere per una colonna, male armata , pochissimo addestrata soprattutto, come quella accusata del rapimento ed esecuzione dell'onorevole Moro , giustiziato dalla stessa DC ,dalla CIA ,dagli Stati Uniti d'America per ipotetiche
"ragioni di stato ".
Con questa infamia ,omicidio di stato ancora coperto da troppi omissis si conclude il breve processo riformista che avrebbe garantito all'Italia un'unità nazionale ed istituzionale.
Alla fine possiamo concludere , affermando che ,
se si inizia una rivoluzione di popolo per la sua liberazione, per riconsegnare la libertà al suo legittimo depositario, o si muore combattendo, o la si porta a compimento,
non esistono rivoluzioni in saldo .
Resistenza Spezzata... testo di fabio b